Corsi per volontari

L’attività donne di Malpaisillo

COORDINAMENTO DELLE DONNE “XOCHILT ACALT” DI MALPAISILLO (LEON)NICARAGUA

INTRODUZIONE

La giornata mondiale dell’alimentazione che si celebra tutti gli anni, nel 1998, ebbe come tema “La donna nutre il mondo”. Con esso voleva rilevare l’importanza del contributo femminile nei campi della produzione agricola e sicurezza alimentare. Come dichiara l’ONU, la donna produce più della metà di tutti gli alimenti del mondo. Anche se molte volte il lavoro femminile non appare nelle statistiche, poiché molte donne si dedicano alla produzione, raccolta, stoccaggio e   amministrazione degli alimenti.

In Nicaragua, paese con seri problemi di povertà, si è creato il coordinamento “Xochilt Acalt”, un movimento di donne il cui lavoro, che stabilisce una nuova forma di vedere le relazioni tra donne e uomini, si sta espandendo alle comunità rurali di un piccolo villaggio chiamato Malpaisillo. Malgrado sia un’esperienza piccola, rappresenta un germe di speranza: cambiare la vita delle donne potrebbe cambiare la vita del Nicaragua.

L’originalità di questo fenomeno – e da qui il suo successo – è che non partì da schemi organizzativi rigidi né da concetti assistenzialisti, ma sorse dal seno stesso delle donne e la sua organizzazione si adeguò continuamente alle sfide che sorgevano. L’altro fattore che ha contribuito al buon successo del progetto è il decentramento, inoltre il fatto di lavorare nelle comunità vicine per permettere un contatto quotidiano tra le affiliate e creare una motivazione per le donne che ancora non si sono avvicinate.

Durante il cammino c’è stato un processo arduo di cambiamento di schemi mentali, e non solamente di quelli degli uomini, ma anche quelli delle donne che, per tradizione, accettano lostatus quo. Malgrado si affermi che problemi ancestrali come la società patriarcale non possano cambiare dalla sera alla mattina, l’iniziativa del coordinamento Xochilt Acalt ha ottenuto molti risultati durante i suoi dieci anni di funzionamento, inoltre già sta incidendo sostanzialmente nella vita delle donne delle piccole comunità.

Forse questo coordinamento dovrà elaborare un concetto più ampio di genere e non fermarsi all’idea di focalizzare tutto verso la donna, anche se bisogna riconoscere che questo, che potrebbe intendersi come settarismo, in realtà è stato uno stimolo perché quello che sorse come un’idea si sia convertita in una realtà.

PREMESSA

Il Nicaragua ha un’estensione di 130.700 kmq. Ha una densità di popolazione di 33,27 abitanti per kmq. E’ il paese più grande e meno popolato del Centroamerica e dispone di ampie risorse ittiche, buone terre agricole, giacimenti d’oro, foreste, considerevoli bacini idrografici. Nonostante ciò, la ricchezza naturale e la poca popolazione di questo paese contrastano con la sua povertà. Il Nicaragua occupa il 126 posto nell’indice di Sviluppo Umano del 1998 – in una scala da 1 a 174 – e si pone come il secondo paese – dopo Haiti- più impoverito del continente americano. La percentuale di analfabetismo è del 34,3%.

Dal punto di vista della salute, ogni mille lattanti ne muoiono 44, di mille bambini vivi minori di cinque anni ne muoiono 57, ha un tasso di mortalità infantile del 160 per cento mila nati vivi. Una situazione molto differente a quella dei paesi industrializzati, dove la mortalità infantile arriva a trenta per cento mila nati vivi. La base alimentare si compone principalmente di cereali.

Secondo la Commissione Economica per l’America Latina e il Caribe (CEPAL), nel 1993 il consumo annuale di mais per abitante fu di 63,7 kg, il consumo di fagioli di 17,6 kg, quello di riso di 31,5 kg e quello del sorgo di 29,4 kg. Per provvedere a questa domanda, nel 1996 il Nicaragua produsse 379 mila tonnellate di mais, 106 mila tonnellate di fagioli, 80 mila tonnellate di sorgo e 244 mila tonnellate di riso. Malgrado che la popolazione del Nicaragua dipenda molto dai grani basici, la sua produzione è ancora insufficiente. Nel 1993, del totale delle sue importazioni, il 23% era costituito da alimenti. Questo ci indica che la produzione potrebbe non coincidere con la crescita della popolazione.

Secondo la FAO, la produzione agricola non si è adeguata al ritmo di crescita della popolazione del 3% per anno. La deputata Dora Zeledòn, presidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e la Donna – che attualmente promuove una Legge di Sicurezza Alimentare – afferma che nell’anno 2000 la popolazione del Nicaragua è arrivata a cinque milioni di abitanti, perciò il paese necessita di incrementare la produzione di mais del 52%, quella di fagioli del 75% e quella di riso del 30%. Nonostante ciò, la necessità di aumentare la produzione alimentare potrebbe vedersi ridotta per il problema della povertà nelle campagne, che costringe i contadini ad emigrare nelle città in cerca di “migliori opportunità”, fatto che provoca un allargamento delle miserevoli periferie delle città.

Nel 1970, in accordo con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD) il 51% della popolazione era rurale, nel 1995 questa cifra passò al 38% e si pensa che nel 2015 viva in campagna solo il 29% della popolazione. Questo significa che è necessario fare maggiori sforzi perché la campagna non perda la sua capacità produttiva e che in futuro non ci siano problemi di approvvigionamento.

XOCHILT ACALT: UNA NUOVA ESPERIENZA DI SVILUPPO

Anche se la situazione in Nicaragua, nel delimitare una strategia di cammino volto a superare un panorama cupo, è molto complicata, alcune iniziative che stanno nascendo in modo dispersivo hanno un impatto nei luoghi dove vengono realizzati. Uno di questi casi è quello in corso in dodici comunità di Malpaisillo, dove abitano circa sette mila persone, e che è ubicato nel dipartimento occidentale di Leòn, a due ore dalla capitale del paese.

Come in altre zone rurali di Leòn, Malpaisillo ebbe un passato di prosperità dovuta alla coltivazione del cotone e la sua decadenza accentuò la povertà, con un conseguente aumento di disoccupazione, l’aggravamento delle condizioni di salute e di alfabetizzazione.

In questa situazione, il 13 ottobre del 1991 è nata l’idea di fondare il coordinamento delle donne “Xochilt Acalt” (Fiore di canna), nome di una principessa indigena figlia del cacique Adiack, che fu impiccato dagli spagnoli per aver capeggiato una ribellione.

Il coordinamento, benchè non avesse funzioni definite, cominciò a fare informazione sui problemi di salute più gravi della zona, realizzando delle inchieste tra le donne delle comunità vicine a Malpaisillo. Secondo una delle sue coordinatrici, Socorro Chavèz, i risultati dell’inchiesta mostrarono che la situazione della salute di queste popolazioni era grave per la cattiva qualità dell’acqua e per l’alto livello di denutrizione. Inoltre, l’inchiesta permise loro di accertare i problemi di povertà che assillavano le famiglie della zona e l’intenso lavoro quotidiano delle donne.

Prima di cominciare questa inchiesta, le donne del coordinamento non avevano ancora definito una strategia per affrontare i problemi. Secondo Mayra Pineda, di Xochilt Acalt, il coordinamento nacque senza nessun schema organizzativo. “Abbiamo adeguato l’organizzazione alla concretezza e abbiamo fatto progetti seguendo le iniziative che nascevano dai problemi reali delle donne nella comunità”. Durante il cammino furono loro stesse a creare iniziative dirette a migliorare le condizioni delle famiglie, dando la priorità alla crescita delle donne, perché il maggior carico di responsabilità della famiglia grava su di loro.

Come primo passo lavorarono su una maggiore attenzione ginecologica, perché poche donne della campagna hanno possibilità di accesso a questo servizio. Per questo attrezzarono una clinica mobile che visitava regolarmente tutte le comunità. Dalla clinica mobile passarono a creare consultori in tre centri di base per dodici comunità di Malpaisillo.

In questo modo hanno assicurato un servizio sistematico alle donne e lezioni per la prevenzione delle malattie. Nella stessa zona hanno formato 42 donne ostetriche. Il coordinamento di donne Xochilt Acalt, mentre affrontava il problema della salute, si rendeva conto che emergeva un altro problema da risolvere: la necessità di migliorare la qualità degli alimenti per superare i problemi di denutrizione della famiglia.

Così, alla fine del 1992, nasceva un progetto di orti familiari: produzione di grani basici, ortaggi e sesamo (prodotto da esportazione) con coltivazione organica. Per produrre il concime furono allevati lombrichi che convertono gli escrementi del bestiame in concime organico di buona qualità ed alto rendimento. Secondo le donne che utilizzarono questo concime, la produzione è migliorata senza maggiorare i costi in confronto ali orti lavorati con concimi chimici.

In seguito affrontarono il problema della qualità dell’acqua da consumare, poiché non era potabile. Infatti i pozzi erano scoperti, per cui si contaminavano con impurità esterne e facilitavano la riproduzione delle zanzare. Inoltre l’estrazione dell’acqua richiedeva molta fatica. Per risolvere questo problema si installarono delle pompe, “bombas de mecate”, sopra una base di cemento, che coprendo il pozzo, lo protegge dalle intemperie. Mediante un meccanismo semplice, queste pompe facilitano l’estrazione dell’acqua. Per costruirle, diverse donne fecero un corso di formazione e si costruì un laboratorio con tutte le attrezzature necessarie. Per facilitarne l acquisto si concessero facilità di pagamento. Inoltre, si aprirono pozzi comuni per ampliare l’approvvigionamento di acqua di migliore qualità per il consumo proprio e l’irrigazione degli orti familiari nell’estate.

Sempre con l’obiettivo di migliorare l’alimentazione, nel 1994 il coordinamento Xochilt Acalt varò un piano per distribuire capre alle donne delle comunità di Malpaisillo. La capra dà un latte molto nutritivo, ed il suo mantenimento costa poco. Attualmente, 173 capre si trovano nelle mani delle donne. La salute dei bambini, secondo loro, è migliorata con questo latte. Oltre alle capre, si distribuirono cento vacche in gestione alle donne.

Nel 1994, il coordinamento Xochilt Acalt affrontò i problemi dell’analfabetismo delle loro associate. Così, si alfabetizzò le prime ventinove donne e, in seguito, altre centoventi, anche se alcune (circa ottanta) si ritirarono durante il corso. Per sviluppare l’alfabetizzazione sono state formate delle educatrici popolari della comunità stessa, perché seguano le donne che vogliono alfabetizzarsi e facilitino l’istruzione delle donne anche in altre zone.

ESPERIENZA DI STOCCAGGIO DEI GRANI BASICI (cereali)

Sebbene ci fosse un buon aumento della produzione, durante il raccolto c’erano delle perdite per due tipi di fattori. Uno di questi erano gli insetti e i topi, che oltre che contaminare il grano creavano perdite economiche per le famiglie. Un altro era che le donne, per la mancanza di magazzini adeguati e il timore di perdere il grano, vendevano la loro produzione quando il prezzo era molto basso.

Generalmente le donne di Malpaisillo –come in qualsiasi altro luogo del Centroamerica- sono quelle che amministrano quotidianamente il grano. Con la differenza che le nostre donne lo producono anche e destinano l’eccedenza alla vendita, per coprire altri bisogni domestici. Anche per questo sono le prime a rendersi conto dello stato del grano, perciò possono prendere subito decisioni sull’economia e la vita della propria famiglia. Con lo stoccaggio tradizionale loro erano le prime a preoccuparsi per le perdite provocate dagli insetti e dai roditori, oltre a sopportare il pesante lavoro che implicava portare il grano ogni giorno alle baracche per il consumo e dopo sgranarlo. Molte dovevano ricorrere alla forza del marito ma, quando questi non c’era, loro dovevano contare solo su se stesse.

Tenendo conto dei problemi sopra menzionati, il coordinamento Xochilt Acalt si interessò per costruire silos metallici per conservare il raccolto, che l’Agenzia Svizzera per lo Sviluppo e la Cooperazione (COSUDE) e l’Istituto Nicaraguense di Tecnologia Agropecuaria (INTA) promuovono. Le donne, avendo già un laboratorio, dove costruivano le pompe per l’estrazione dell’acqua, alla fine del 1997 inziarono a fabbricare anche i silos. Per questo mandarono Rosa Rivera e Gladys Beltran ad un corso di formazione. Il silos metallico per conservare il raccolto ha differenti misure: 4; 8; 12; 18 e 30 quintali. Si costruisce con lamiere galvanizzate ed il suo costo è di circa 50 $. In condizioni di buona manutenzione, riduce le perdite di grano di una buona percentuale e può durare dai quindici ai venti anni.

E’ efficace, grazie al suo disegno ermetico, per la fumigazione e lo stoccaggio dei cereali. Fino a settembre del 1998 le due artigiane costruirono 58 silos metallici, la maggior parte con capacità di 18 quintali di grano. Questi silos vengono prestati alle donne che eccedono nella produzione di grani basici e sesamo. Secondo i dati raccolti , i silos si riempiono di grano, il che permette alla produzione di arrivare a più di mille quintali (mezza tonnellata) prodotti dalle donne. L’esperienza con i silos è stata buona: le donne che li dispongono sentono che risparmiano tempo e fanno il lavoro più facilmente, perché hanno solo da aprire la bocca del silos per prendere il grano. Inoltre, la casa rimane più pulita, perché il grano sta depositato in poco spazio e libero dai topi e dagli insetti. Nello stoccaggio tradizionale lo stesso grano occupava la maggior parte della casa, nella quale si creavano problemi d’igiene ed ordine. Rosa Rivera, artigiana che dirige la fabbrica di silos, ha frequentato un nuovo corso per la fabbricazione di utensili di latta come secchi, orci, lampade, mangiatoie per volatili, stampi per fare il pane, ecc., che si fabbricano con gli avanzi della lamiera usata per fabbricare silos.

UN CAMMINO DIFFICILE

Quando vediamo i progressi del coordinamento delle donne Xochilt Acalt, non si percepiscono tutti i problemi che dovettero passare per arrivare dove sono ora. A parte la sfida della produzione, il problema maggiore fu quello di superare la reticenza dei mariti, che non accettavano l’idea che le loro mogli si allontanassero da casa per formarsi o per impegnarsi in lavori “da uomini”. Il problema non è solo con gli uomini, ma anche con quelle donne della comunità che mantengono radicata l’idea che il “posto” della donna è nella sua casa.

Uno di questi casi è quello di Rosa Rivera, una delle artigiane che fabbricano silos. Essa pensava che quello che facevano le donne erano “vagabondaggi” e pensava a fare solo quello che considerava come propria responsabilità domestica. La mattina, si alzava molto presto per preparare il mais e fare tortillas da vendere, mentre suo marito lavorava un piccolo campo. Lei aveva otto figli da mantenere e il suo lavoro era arduo perché, oltre che stoccare il mais nella forma tradizionale, doveva prendere l’acqua da un pozzo, mentre i suoi figli non avevano un’alimentazione adeguata.

Il suo desiderio di superare i problemi la portò a prendere contatto con le donne di Xochilt Acalt. Era interessata a migliorare l’acqua del suo pozzo, e le offrirono un corso di formazione nella fabbricazione delle pompe per estrarre l’acqua. In un primo momento Rosa considerò che questo lavoro non era tipico di una donna, ma aveva bisogno di migliorare la qualità dell’acqua per la sua famiglia. Essa racconta che le sue vicine la criticavano dietro le sue spalle, e che sentiva parole come “pazza”, “vagabonda” e altri epiteti che offendevano i suoi sentimenti, ma non si arrese. Rosa si interessò alla saldatura elettrica e cominciò a fabbricare pompe per estrarre l’acqua, una di queste fu destinata alla sua famiglia. In seguito le dettero una coppia di capre, ed il latte ottenuto serviva per il consumo domestico. Ebbe in prestito anche due vacche che riprodussero due vitelli, diventati di sua proprietà.

Installò un silos metallico dove conservò il raccolto del mais. Coltiva una varietà di fagioli chiamata “mungo” di facile cottura e nutritiva. Ora i suoi vicini la cercano per chiederle l’acqua del suo pozzo perché è più limpida. Le chiedono anche il latte, ma lei risponde che tutto questo le costò molti giorni di studio ed oltretutto molte critiche da parte di loro, perciò, se vogliono, devono comprare o seguire il suo percorso. Il marito di Rosa è contento del suo lavoro e, anche se in un primo momento non condivideva l’idea, la realtà gli fece cambiare parere. Ora la famiglia ha una proprietà più grande, incoraggiata dal coordinamento Xochilt Acalt, perché Rosa potesse avere il bestiame che sta aumentando e migliorare la produzione del suo orto familiare.

Oltre il lavoro che Rosa fa nella produzione, segue anche il laboratorio delle donne. Quando le si domanda perché non si mette in proprio con un suo laboratorio per fabbricare silos e non costituisce una microimpresa, lei risponde affermando che la soddisfa di più lavorare come sta facendo in questo momento.

Il caso di Rosa Rivera è indicativo di quello che sta avvenendo nella zona. Se in un primo momento fu difficile, essa, come molte altre, è divenuta uno esempio che motiva altre donne ad impegnarsi. Socorro Chavez, del consiglio di Xochilt Acalt, assicura che nel 1998 entrarono nell’associazione più di trecento donne, arrivando ad essere, nei primi sette anni, quasi seicento donne organizzate. All’inizio molte si avvicinarono perché credevano che le venisse regalato qualcosa e furono deluse, poiché quello che veniva offerto loro era formazione e facilitazione per produrre.

Xochilt Acalt è come un bosco che cresce senza fare rumore e, come dice Mayra Pineda, ”l’esperienza è stata tutta una scuola, abbiamo appreso così tanto che non ci immaginavamo di arrivare dove siamo ora”. Socorro Chavez pensa che la crescita si debba al fatto che lei ha mantenuto una costante coscentizzazione degli uomini perché lasciassero che le loro mogli si emancipassero. Secondo lei, il risultato è buono e lo dimostra la crescita del coordinamento. Nello stesso modo gli uomini, in pratica, hanno visto il miglioramento della famiglia e hanno dovuto accettare la realtà. In pochi casi gli uomini, per orgoglio, hanno creato dei problemi, ma si sono convinti che il lavoro delle loro mogli è per il beneficio della famiglia, come dice Mayra Pineda.

L’ORGANIZZAZIONE

Secondo la sua direttrice, Xochilt Acalt ha più di cinquecento donne e lavora in dodici comunità di Malpaisillo, villaggio di settemila abitanti circa che, a sua volta, è il capoluogo del municipio di Larreynaga nel dipartimento di Leòn. Le dodici comunità sono le seguenti: Malpaisillo Urbano, El Piñuelar, la valle de las Zapatas, MINVHA, La Esperanza, Solapa, El Barro, San Augustìn, El Madroño, Las Lomas, Sabanetas e El Llano.

In ognuna di queste comunità c’è una lider ed ognuna è rappresentata nel consiglio di coordinamento. Lo schema organizzativo non è rigido, nasce senza nessun attaccamento a schemi fissi, si adegua alle situazione concrete ed ai progetti che nascono. Il lavoro è diviso in quattro settori e hanno tre centri di base da dove si seguono le attività. Questi centri servono per fare i corsi di formazione e per il decentramento delle cliniche ginecologiche. Inoltre per l’alfabetizzazione, la salute, l’agricoltura e la zootecnia (sono state formate 21 veterinarie) si può contare su aree operative in ogni comunità.

PROPRIETA’

Quando si affronta questo tema, a volte, si crede che questa sia una cooperativa agricola che si concentra in una fattoria o azienda, ma non è così, esistono differenti forme di proprietà. Una di queste è la particella familiare: si offre, alla donna, assistenza tecnica nelle produzioni agricole e nella migliore gestione del bestiame proprio che viene dato con una forma particolare di prestito: la riproduzione dei vitelli e il latte rimangono alle donne e l’unico impegno è rendere lo stesso numero di animali prestati. Nello stesso modo vengono concessi crediti per le sementi, concime organico, ecc.

Inoltre, il coordinamento Xochilt Acalt ha circa sessanta manzanas (manzana = 6000 mq)di terre disperse in differenti comunità di Malpaisillo. Queste terre si concedono come prestito a quelle donne che non hanno niente e si sono distinte nella produzione. L’infrastruttura su cui si appoggia questa comunità è costituita da terreni di donne della comunità

Il coordinamento Xochilt Acalt attualmente sta realizzando un progetto per il passaggio della proprietà della terra in mano alle donne. Per questo si trova in un processo di cambiamento di mentalità per convincere gli uomini a cedere la proprietà delle particelle alle loro mogli, ed in alcuni casi questo è avvenuto.

Il coordinamento presta i servizi legali e, per il prossimo anno, si prevede la consegna dei contratti alle donne. La ragione per cui abbiamo intrapreso questa strada è che le donne amministrano meglio i beni familiari. In molti casi infatti gli uomini decidono di vendere le proprietà senza consultare la propria moglie, mettendo nei guai la famiglia. Il guadagno che si ottiene rimane in proprietà al coordinamento Xochilt Acalt, ma viene ceduto in qualità di prestito alle associate, che, dopo un certo periodo, devono devolvere uguale quantità di mucche o capre prestate, lasciando loro i piccoli e il latte degli animali. In questo modo le associate hanno la possibilità di formare un proprio allevamento.

Ugualmente avviene per altri prodotti, come nel caso del silos familiare che è proprietà del coordinamento Xochilt Acalt. A questo proposito, per esempio, si venne a conoscenza di una donna che si ritirò dal coordinamento perché suo marito aveva venduto il raccolto e perfino il silos metallico che era in prestito. “Essa potrà tornare se rende il valore del silos e riesce ad imporsi a suo marito” come ci disse un artigiana.

Il laboratorio dove si fabbricano le pompe per estrarre l’acqua, i silos metallici ed altri articoli, vende i suoi servizi al pubblico e attualmente è l’impresa più redditizia del coordinamento Xochilt Acalt. Si prevede inoltre di installare un centro di magazzinaggio e lavorazione del sesamo perché i produttori ottengano migliori prezzi nella commercializzazione. Ancora non sappiamo se si potranno utilizzare silos familiari a basso costo per questo tipo di stoccaggio.

CONSIDERAZIONI DEL CASO

Dagli anni cinquanta stiamo facendo degli sforzi per migliorare la relazione uomo-donna. Tra gli anni 1950 e 1970 abbiamo concentrato il nostro lavoro nel seguire la donna nel settore socio-sanitario della ginecologia. Dopo, negli anni 1970/80 abbiamo lavorato per affermare l’uguaglianza donna-uomo e l’autonomia economica femminile. Più tardi, negli anni 1980/90 l’attenzione si è concentrata nel rafforzare l’efficienza della donna, sostenendo il suo triplo ruolo di madre, donna di casa e produttrice.

In questa decade invece degli anni ’90 abbiamo lavorato sull’aspetto di “genere”, considerando le relazioni uomo-donna nella distribuzione dei compiti, per cui si include nel processo anche l’uomo. L’esperienza delle donne associate nel coordinamento Xochilt Acalt cominciò e si mantiene nel considerare il triplo ruolo della donna. E’ un ruolo che si sta affermando, ma dovranno lavorare per sviluppare una visione di “genere”, in cui l’uomo non sia solo oggetto di convincimento per cedere i diritti di proprietà alla donna, ma entrambi, uomini e donne, siano soggetti di sviluppo integrato. Se si tiene di conto che la stessa donna è la produttrice di questo sistema, incluso il machismo, l’iniziativa del coordinamento Xochilt Acalt sta creando una base tra le donne di Malpaisillo per il cambiamento della condotta. Punto di partenza per affermare una nuova cultura nelle relazioni donna-uomo.

L’esperienza del coordinamento Xochilt Acalt, benché adesso sia concentrata in un piccolo municipio del Nicaragua, può essere parte di un modello che serva come punto di partenza per futuri programmi focalizzati sul ruolo della donna. Parte del successo di questa esperienza si deve ad una visione non assistenzialista, che ha inserito la donna nella produzione ed ha sviluppato le sue capacità inespresse. Questo processo di coscientizzazione non trova ostacoli solo nei pregiudizi dell’uomo, ma anche delle stesse donne, convinte tradizionalmente che il loro ruolo sia quello di “casalinghe”.

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Associazione Italia-Nicaragua – C.lo “C. Fonseca” – Via Costanza 21/23 – 57128 Livorno Tel. 0586/977193 (Mauro Rubichi)

E-mail: info@nicalivo.com Sito web: http://www.nicalivo.com

 

 ATTIVITA’ E PROGETTI DELL’ASSOCIAZIONE ITALIA NICARAGUA

 

REALIZZATI CON IL CENTRO XOCHILT ACALT

L’associazione Italia-Nicaragua di Livorno ha coordinato e sostenuto una pluralità di attività concordate con la “Xochilt Acalt”, raccogliendo ed organizzando l’interesse e la solidarietà espresse da molte realtà del territorio livornese. Elenchiamo quelli più importanti:

  1. Produzione e diffusione della “Cucina Varney” a risparmio di legna nell’ambito delle tecnologie alternative. Partner locale è stato il Laboratorio di Tecnologie appropriate del centro delle donne Xochilt Acalt di Malpaisilo. La formazione è stata realizzata da un volontario della nostra Associazione di Livorno, durante due mesi di permanenza in loco.
  2. Interventi di emergenza e ricostruzione post uragano Mitch nel comune di Malpaisillo: ricostruzione di pozzi e case, ripristino delle coltivazioni e dei sistemi di irrigazione.
  3. Organizzazione di attività di miglioramento della sicurezza alimentare e generazione del reddito per le donne in aria rurale. In particolare abbiamo sostenuto la creazione di orti biologici, pozzi di acqua, allevamento familiare di capre e mucche, formazione in edilizia di un gruppo di donne come alternativa occupazionale non tradizionale.
  4. Sostegno alle attività didattiche della scuola materna ed elementare R. Herrera della comunità El Piñuelar. La scuola Gramsci di Livorno, attraverso un gemellaggio che ha coinvolto genitori ed insegnanti, e la scuola materna La Marmora hanno svolto degli itinerari didattici e stabilito una relazione con la scuola Nicaraguense assicurando materiali didattici e scambi di disegni, lettere e piccoli doni.
  5. Programma di borse di studio per garantire l’educazione superiore a ragazze e giovani donne delle zone rurali di Malpaisillo. Iniziativa organizzata dal Centro delle donne “Xochilt Acalt”, sostenendo così i costi di trasporto, merenda e materiali didattici, permettendo alle giovani di conseguire un diploma di scuola superiore. Programma finanziato per molti anni dalla Commisione Pari Opportunità della Provincia di Livorno.
  6. Miglioramento delle condizioni sanitarie della sala parto del Centro di salute di Malpaisillo e della clinica ginecologica del Centro “Xochilt Acalt”. Questo progetto molto significativo è stato integralmente sostenuto dalla SVS di Livorno e dall’Anpas della Toscana permettendo la ristrutturazione delle strutture e l’equipaggiamento di strumenti medici, materiali di consumo e medicinali.
  7. Sostegno alla partecipazione comunitaria del Piñuelar con la costruzione del Centro Comunale. Gli abitanti della Comunità, attraverso una sottoscrizione, hanno provveduto all’acquisizione del terreno su cui è stata costruita la casa comunale per riunioni, biblioteca (che servirà anche per la vicina scuola R. Herrera) ed attività comunitarie come lo svolgimento dei corsi della “Partecipation Ciudadana”. Questo finanziamento è stato interamente sostenuto dall’Associazione Italia Nicaragua di Livorno, che ha anche coordinato le varie attività per la realizzazione della struttura stessa tramite uno stage sul posto di un volontario.
  8. Promozione del miglioramento della condizione della donna attraverso il sostegno della migliore funzionalità della “clinica” del centro Xochilt Acalt di Malpaisillo e sostegno alle relazioni di genere attraverso azioni che salvaguardino il rispetto e l’integrità delle donne e ne valorizzino il protagonismo sociale. Progetto approvato dalla cooperazione decentrata presentato e sostenuto dalla S.V.S. di Livorno.
  9. Realizzazione di un impianto fotovoltaico con un progetto finanziato dalla Provincia di Livorno e dalla Regione Toscana, con il partenariato di alcuni comuni, ongs ed associazioni che hanno condiviso il progetto stesso.
  10. Attualmente è in corso un progetto di prevenzione dell’insufficienza renale cronica, con capofila l’ASL 6 di Livorno, in collaborazione con l’Università di León.
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